#musicadaleggere
February 9, 2025 at 12:20 PM
Tin Drum si inserisce perfettamente nel contesto della New Wave e del synth-pop dei primi anni ’80, ma con un'impronta del tutto peculiare. Mentre gruppi contemporanei come i Duran Duran e i Talk Talk inseguivano una sintesi tra elettronica e pop, i Japan imbastivano un suono avanguardistico e stratificato, sospeso tra minimalismo e barocchismo timbrico.
Il disco è profondamente segnato dall’influenza della musica asiatica, non solo nelle melodie e negli arrangiamenti, ma anche nella costruzione ritmica, dominata dalle percussioni sincopate e dai pattern ipnotici di Steve Jansen. La sezione ritmica, densa e frammentata, si sposa con le linee di basso fluide e serpentine di Mick Karn, il cui fretless bass è un vero e proprio marchio di fabbrica della band. David Sylvian, con il suo timbro morbido e ieratico, si impone come un crooner post-moderno, evocando atmosfere rarefatte e cinematiche. Il suo cantato, a metà tra il declamato e il sussurrato, trasforma testi enigmatici e simbolisti in veri e propri affreschi sonori.
Brani come Ghosts, un pezzo etereo e quasi spoglio, anticipano l’estetica ambient e le sperimentazioni future dello stesso Sylvian. La traccia è un unicum nel panorama pop dell’epoca: costruita su bordoni sintetici e percussioni minime, si basa più sul silenzio che sulla stratificazione sonora, anticipando le atmosfere meditative della musica elettronica degli anni ’90.
Al contrario, brani come Visions of China e Still Life in Mobile Homes mostrano l’anima più dinamica dell’album, con una fusione perfetta tra groove nervosi e melodie oblique. Canton e Cantonese Boy, infine, spingono ancora più in là il dialogo tra Oriente e Occidente, con linee melodiche che sembrano rievocare l’estetica di un teatro Nō postmoderno.
Nonostante il successo di Tin Drum, i Japan si sciolsero poco dopo, nel 1982, lasciando un’eredità che avrebbe influenzato profondamente il pop d’autore, il trip-hop e persino la world music elettronica. Il lavoro di David Sylvian in seguito avrebbe sviluppato ulteriormente la ricerca sonora di questo album, approfondendo le atmosfere ambient e jazzistiche.
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